Sventato furto di pelli Merce da 600 mila euro

Il Giornale di Vicenza, 2 Febbraio 2018
Ignoti hanno caricato decine di rotoli in un furgone poi abbandonato all’arrivo di vigilanza e carabinieri Matteo Guarda Per due volte nella stessa nottata hanno tentato di rubare pelli per un valore di 600 mila euro pronte per essere consegnate, ma non ci sono riusciti grazie all’intervento e all’intuizione delle guardie giurate. Il doppio tentativo di furto è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì ai danni della Bs Srl nello stabilimento di via Francia 23/d, nella zona industriale di Torri di Confine, a Gambellara. A far scattare l’attenzione è stata la segnalazione di allarme arrivata alla centrale operativa dei Rangers che è collegata al sistema di videosorveglianza dell’azienda, le cui telecamere avevano immortalato un individuo a volto coperto correre all’interno della proprietà. In pochi minuti sono arrivate due pattuglie delle guardie giurate per effettuare una prima ispezione, senza riscontrare anomalie. Per scrupolo, l’operatore ha mantenuto le telecamere attive notando così, alle 2.40, altri movimenti sospetti all’esterno. Questa volta gli individui erano tre che parcheggiavano lungo la recinzione un furgone Iveco Daily, che in seguito risulterà rubato a Zimella, e sfruttando il cassone del mezzo saltavano dentro il perimetro aziendale. A quel punto sono state di nuovo allertate le pattuglie intervenute in precedenza più una terza in supporto, informando subito la proprietà e i carabinieri della compagnia di Valdagno. È stato così controllato il mezzo, che appariva abbandonato. Sul cassone sono stati rinvenuti decine di rotoli di pellame semilavorato che sono stati restituiti al titolare Giuseppe Sartori. Secondo le prime ricostruzioni, è emerso che, nel corso della seconda intrusione, i malviventi hanno agito in un’area del perimetro scoperta dai radar, senza quindi che nessun allarme potesse pervenire alla centrale operativa. Se non fosse stato per il monitoraggio delle immagini, l’effrazione avrebbe perciò potuto consumarsi indisturbata. Inoltre, lunedì intorno alle 21.30 è stata scoperta un’altra incursione in ditta con la porta d’ingresso che è stata forzata e il sensore interno dell’area dello stabilimento da colpire disattivato col nastro adesivo. «Ci complimentiamo con la vigilanza per l’intuizione e coi carabinieri per il pronto intervento – afferma la figlia del titolare, Anna Sartori -. L’azienda non era mai stata presa di mira da fatti del genere, mi auguro che il fenomeno cessi con questo episodio».